Come grigliare al coperto con la bistecchiera

Passare un po’ di tempo in cucina è un piacere e se ti piace grigliare al coperto, potresti provare con una bistecchiera, il risvolto domestico del grill. Prima di passare in rassegna cosa offre il mercato, definiamo innanzitutto cos’è una bistecchiera. Proprio come suggerisce il nome, è una padella speciale utilizzata per grigliare tagli di carne, ma anche pesce e verdure. È un prodotto molto pratico perché consente di cucinare dentro casa allo stesso modo di un barbecue, se non si ha la possibilità di grigliare all’aperto o la stagione non lo consente. La bistecchiera, disponibile in una miriade di forme e materiali, è un comodo accessorio da cucina che sostituisce il grill fra le mura domestiche senza sporcare e cucinando al fornello cibi sani e naturali, senza l’aggiunta di grassi. Il risultato sono piatti gustosi e saporiti che arricchiscono la tavola e fanno bene alla salute. Ma cosa cercare in una bistecchiera?

Ci sono talmente tanti modelli sul mercato, da essere difficile paragonarli e arrivare a una scelta se non si è coscienti degli aspetti che contribuiscono alla qualità del prodotto. Ecco qualche suggerimento per assottigliare il campo della ricerca.  Partiamo dal manico, che a dispetto di quanto si possa pensare riveste grande importanza in una bistecchiera. Si consiglia di scegliere una padella con manico lungo. È abbastanza ovvio che ti aiuterà a sollevarla con piglio più deciso e sicuro rispetto ad una con manico corto. Un manico più lungo consente anche di tenerlo mentre si gestisce la cottura senza correre il rischio di bruciarsi stando alla larga dalla fiamma. Pertanto, anche se può sembrare un controsenso dato che potrebbe appesantire la bistecchiera, un manico più lungo si rivelerà prezioso e funzionale in corso d’opera.

Meglio ancora se si trova una bistecchiera con maniglie di supporto per facilitarne il sollevamento. Veniamo alla fattura del prodotto. Sono diversi i materiali impiegati nella realizzazione delle bistecchiere. È noto che una delle migliori scelte è la ghisa, che ha il vantaggio di distribuire in modo omogeneo il calore e di trattenerlo più a lungo. Inoltre, azzera ogni preoccupazione che il cibo possa attaccarsi, essendo antiaderente. Il difetto di questo materiale è che pesa più di altri materiali e ciò potrebbe affaticare la mano nel maneggiare la padella in corso di cottura. La ghisa è anche un materiale di ottima qualità per la cottura uniforme di carni e verdure.

I robot da cucina hanno rivoluzionato il modo di cucinare e sono stati subito molto apprezzati

Il settore culinario è stato sempre al centro di un’innovazione tecnologica dei macchinari da usare in cucina. Ogni robot è stato realizzato per rispondere ad ogni necessità ed esigenze del ricettario dalla più banale alla più complessa. Per queste abilità, i robot sono diventati presenze sempre più numerose nelle cucine sia domestiche che professionali e nel tempo sono stati realizzati modelli sempre più efficienti ma anche complessi e sofisticati. Ecco perché è difficile decidere quale sia meglio acquistare se prima non ci si informa, per esempio leggendo la guida che spiega come scegliere lo sbattitore migliore.

Se parliamo ad esempio di sbattitore elettrico, alcuni pensano di poterlo sostituire con altri robot ma dobbiamo ricordare che il mixer ad immersione, il minipimer, non riesce a lavorare gli impasti pur facendo molto altro, al contrario dello sbattitore elettrico tradizionale o con ciotola che è stato creato invece proprio per questo e che non può essere sostituito da altro robot. Lo sbattitore elettrico è leggero e maneggevole, con un’impugnatura  in gomma. E oltre a lui, in commercio esiste anche il modello dello sbattitore con ciotola.

Fra le dotazioni ci sono le fruste per procedere con la montatura dell’impasto. Sono loro le reali protagoniste del lavoro di montatura e impastatura e possono essere fruste a filo o a gancio, entrambe destinate alla lavorazione di impasti dolci o ricette salate. Le fruste a filo sono le più comuni, adatte a elaborare impasti soffici e spumosi, e ideali per montare gli albumi, realizzare pan di Spagna e in generale i composti di creme. Le fruste a gancio, invece sono filiformi a spirale specifiche per tutti gli impasti più densi. 

Il movimento a vortice permette infatti di miscelare meglio l’impasto rispetto a quel che avviene con le fruste a filo. Quelle a gancio sono capaci di svolgere il classico passaggio della “incordatura” per realizzare pane, pizza, pasta fatta in casa e più in generale tutte le ricette che richiedono movimenti particolarmente impegnativi da elaborare.

Sono forniti di dispenser di acqua e ghiaccio: sono i frigoriferi side by side, ovvero quelli americani.

Sono forniti di dispenser di acqua e ghiaccio: sono i frigoriferi side by side, ovvero quelli americani.
Un frigorifero che sia dotato dello sportellino per il dispenser di acqua e ghiaccio non è più un desiderio per pochi ma una realtà che va diffondendosi sempre più e con grande soddisfazione da parte di chi l’ha acquistato. Quindi se si desidera avere un’erogazione di acqua fresca e ghiaccio oltre ad un servizio di conservazione dei cibi in modo efficiente, allora potete approfondire l’argomento su questo sito https://sceltafrigo.it/ per poter scegliere di rinnovare il vostro vecchio frigorifero, un po’ obsoleto e sostituirlo con un prodotto nuovo scelto in base alle vostre reali esigenze e quindi che vi soddisfi.

Il frigorifero americano, detto anche “side by side” è un elettrodomestico che si caratterizza per le dimensioni particolarmente abbondanti; molto diffuso in Europa e in particolare nel mondo anglosassone e statunitense, e quindi sempre più apprezzato e ricercato anche in Italia. E’ dotato di due ante che sono anche gli sportelli: tirandoli ai lati opposti il frigorifero si apre. Questo metodo li rende meno problematici da aprire e quindi alla fine, pur essendo grandi, risultano assai meno ingombranti di quelli monoporta.

Nella parte alta c’è il vano per i freschi, in quella bassa c’è il congelatore; all’interno il frigorifero nella parte della conservazione fresca è suddiviso in due. Uno degli aspetti negativi di questo tipo di frigoriferi, è che se lo si acquista per la sua capienza, bisogna ricordare questo dato: è più largo e più profondo degli omologhi elettrodomestici europei ma al suo interno è diviso a metà quindi bevande, prodotti, cibi, o teglie molto larghe non riescono ad essere inserite.
Inoltre il congelatore del frigorifero side-by-side è variabile. Può esserci un vano congelatore su una delle due ante ma anche 2 o 3 cassetti separati che si aprono singolarmente, di particolare utilità per chi usa molto il congelatore e deve mettere ordine tra i prodotti.Il frigorifero side-by-side, inoltre ha un dispenser che eroga acqua e ghiaccio ma per poter funzionare, deve essere effettuato un allacciamento del frigorifero alla rete idrica dell’alloggio.

Mangiapannolini, secchietti intelligenti

Un mangiapannolini è un semplice secchietto da fuori, ma è dotato di una serie di particolari conformazioni che lo rendono un oggetto davvero utile se abbiamo un bambino piccolo in casa. Infatti anche se non sembra, acquistare un mangiapannolino è ciò che ci occorre, ci permette di avere direttamente sul fasciatoio un posto dove gettare i pannolini sporchi, senza preoccuparsi più ne degli odori né dell’igiene. Con la sua struttura particolare e la chiusura specifica, questo piccolo secchio non fa traspirare più gli odori moleste, e al tempo stesso rinchiude germi e batteri in buste apposite che andremo a chiudere e buttare in solo gesto senza problemi. A prima vista può sembrare ovviamente un semplice secchio, ma ha un’apertura completamente ermetica che si apre con un solo tocco e si richiude in maniera automatica. Questo permette di utilizzarlo anche con una sola mano mentre stiamo cambiando il bambino, e far sparire immediatamente il pannolino sporco.

A differenza di altri piccoli secchi che si possono trovare in commercio, il mangiapannolini ha di sicuro un prezzo più elevato. Il prezzo è giustificato non solo dal tipo di chiusura, ma dalla struttura stessa. Infatti sostanzialmente questi mangiapannolini presentano diversi strati di plastica, minimo si tratta di due strati di plastica dura, ma ci sono anche modelli multistrato. Questa struttura del serbatoio consente di chiudere all’interno gli odori del pannolino sporco in maniera ottimale.

A seconda del modello che si va a scegliere possiamo avere la possibilità di utilizzare qualsiasi tipo di sacchetto, oppure di utilizzare solo sacchetti specifici per quel modello.

Inoltre abbiamo dei mangiapannolini di diverse grandezze, da cambiare anche in base all’età del bambino. In generale il mangiapannolini può essere anche dotato di un sistema di chiusura a sacchetto singolo del singolo pannolino, o un sistema di sacchetto unico per l’intero serbatoio.

Tutte queste varianti ovviamente sono specifiche per scegliere il modello più funzionale al proprio bisogno. In genere si tratta comunque di un ottimo modo per non avere più in casa il fastidioso problema degli odori del pannolino sporco del bambino, e sono di gran lunga l’unica soluzione dato che gli altri secchi comunque lasciano trapelare odori. Se volete capire quale modello scegliere vi consiglio di visitare il sito http://mangiapannolino.it/

Cosa si può fare con un frullatore a immersione? Di tutto e di più

A cosa serve un frullatore a immersione? Così piccolo, eppure così grande nelle prestazioni. L’elenco è davvero lungo, perché è difficile far entrare in una lista le mille e una preparazione che si possono realizzare usando questo comodo apparecchio portatile, perlopiù senza fili, col quale andare avanti e indietro per la cucina mentre lui fa meraviglie. Ve ne vogliamo elencare qualcuna. Partiamo col dire che il frullatore a immersione è un apparecchio utilissimo, per non dire indispensabile in cucina, di cui fanno uso ormai anche i grandi chef. Non è difficile da capire se andiamo a vedere di cosa è capace. Qualche esempio? Eccovi accontentati. La crema pasticcera è venuta con i grumi? Niente paura, c’è lui a salvare il salvabile.

Basta ripassarla con il mixer a immersione e basterà un nanosecondo per avere una crema fluida e omogenea degna della migliore pasticceria della città. Cambiamo discorso. Sono avanzate fragole o frutti di bosco in frigo? Mischiandoli con zucchero e qualche goccia di limone diventeranno grazie al minipimer dei gustosi sciroppi da versare sopra un dessert da favola. Dal dolce al salato. Quei pomodori pelati sono troppo consistenti? Per eliminare i pezzi di pomodoro basta frullarli nel mixer per avere una salsa regale senza l’ombra di pezzetti sparsi nel sugo. E che dire delle vellutate di carote, patate o zucche lesse? Un tripudio di gusto. Per non parlare dei passati di verdure, uno dei cavalli di battaglia dei frullatori a immersione, disponibili in una gamma assortita di modelli in commercio, per scoprirli basta andare sul sito www.frullatoreaimmersione.it.

Dove eravamo rimasti? Ah, sì, al passato di verdure… basta frullare direttamente in pentola un bel minestrone per avere un piatto pronto e invitante. Un altro must è la maionese, vi ricordate quante volte è impazzita nel farla a mano? Tanta fatica per niente. Beh, finiti quei tempi! Oggi, grazie al frullatore a immersione anche la maionese si fa un batter d’occhi e viene da Dio. Basta frullare in un recipiente stretto e alto dei tuorli d’uovo a piacere, due cucchiai d’olio d’oliva, 1 cucchiaino di succo di limone, sale e pepe, azionare lo start e in men che non si dica la maionese è pronta. Stesso procedimento per il pesto, ormai non è più tempo di mortaio e olio di gomito, con il frullatore a immersione basilico fresco quanto basta, pinoli, olio d’oliva, sale e parmigiano a go-go per un pesto da far impallidire un genovese. Per essere sicuri di acquistare il frullatore giusto accertatevi sempre della lunghezza dell’asta (non troppo corta) e che sia dotato di coperchio antischizzo, attenzione anche al cavo se c’è, dev’essere abbastanza lungo da consentirci libertà di movimento in cucina. 

I vantaggi delle lavatrici con motore Inverter

Cambia il mondo delle lavatrici, sempre più nuove e tecnologiche, con i modelli di ultima generazione che invadono il mercato degli elettrodomestici. Fra le ultime novità approdate sul mercato troviamo le lavatrici con motore Inverter. Cosa ha di diverso dal motore tradizionale? Questi modelli prima di essere lanciati sul mercato sono stati testati e da varie prove di laboratorio ed esperimenti sul campo è venuto fuori che questo tipo di motore è in grado di garantire prestazioni nettamente superiori a quelle delle lavatrici tradizionali. Fra i vantaggi di questi modelli, come si può ben vedere su www.lavatricemigliore.it,  basti dire che riducono i rumori durante la centrifuga, stabilizzano la macchina e, soprattutto, assicurano un risparmio energetico fino al 20%.

Infatti il bello del motore Inverter è che consente di azionare la macchina anche di notte, perché è particolarmente fastidioso e soprattutto per chi fruisce della tariffa bio-oraria il risparmio è tangibile. Ma come funziona questo motore innovativo? Nelle lavatrici tradizionali il motore è azionato dal movimento delle spazzole, che sono assenti nel motore Inverter, alimentato da una centralina elettrica. E’ lei che contribuisce alla riduzione dei consumi energetica facendo oscillare il motore, che a sua volta è più silenzioso e meno soggetto a usura, in questo senso si può anche prevedere una maggiore durata dell’elettrodomestico. Parliamo ora di centrifuga, elemento clou in una lavatrice.

Quando si affronta questo argomento il discorso va sempre a cadere sui giri, il valore con cui si calcola la potenza della centrifuga, che possono partire da 800 per arrivare fino ai 1800 dei modelli più avanzati. Le case produttrici puntano molto a incrementare questo valore volendo giustificare prezzi più alti con prestazioni più elevate soprattutto per quanto riguarda il grado di pulizia dei tessuti, anche se questo non sempre si misura in relazione ai giri di centrifuga. Sarà, infatti, pur vero che una rotazione per così dire accelerata porterà a una frizione maggiore degli indumenti e a una maggiore pulizia, ma è altrettanto vero che una centrifuga a palla mette sotto stress la macchina al punto da comprometterne il funzionamento. In medio stat virtus, diamo retta ai nostri saggi progenitori, una sana via di mezzo può salvare capra e cavoli, diciamo che una lavatrice fra i 1000 e i 1200 giri può andare più che bene senza rischi per gli ingranaggi della macchina.

Consumi dimezzati con una lavastoviglie di ultima generazione

Ogni volta che si acquista un elettrodomestico sale l’ansia al pensiero di quanto potrà consumare. Già la bolletta scoppia, figuriamoci dopo… niente paura, se si fa attenzione e si cerca bene si può trovare anche un prodotto in grado di farci risparmiare. Anche in tema di lavastoviglie il discorso dei consumi può diventare un problema, facilmente risolvibile se si fa la dovuta attenzione alle classi energetiche disposte dalla normativa comunitaria vigente. Scorrendo la tabella riferita a questo tipo di elettrodomestico vediamo che le classi energetiche si attestano da una fascia minima D a una massima A+++. Che significa? Per la classificazione in classi energetiche è stato fatto un calcolo sulla base di una formula che tiene conto di un test di 280 lavaggi standard alla temperatura di 70 gradi.

Se si prende ad esempio una lavastoviglie da 12 coperti, in riferimento alla tariffa base di 0,18 euro a KWh, si hanno i valori, classe per classe. Si potrà, infatti, vedere che una lavastoviglie di classe A+++, la più economica in assoluto, consuma in un anno meno di 42 euro a fronte di un modello di classe D che consuma quasi il doppio. Massima attenzione, quindi, alle classi energetiche, al pari di altri elettrodomestici come lavatrici e asciugatrici, per i quali occorre arginare i consumi idrici ed elettrici, per quanto possibile. I produttori giocano a carte scoperto, attraverso campagne promozionali impostate su dati trasparenti soprattutto in riferimento ai modelli più virtuosi per invogliare all’acquisto sulla base dell’esca salva-consumi.

Per quanto riguarda la lavastoviglie occorre fare attenzione anche e soprattutto ai consumi idrici. L’acqua che consuma una lavastoviglie è un dato rilevante come e più dell’energia elettrica in quanto è la risorsa che usa di più nel ciclo di lavaggio. Anche su questo terreno la tecnologia è corsa in aiuto delle case di produzione, che si sono attivate, sulla spinta della domanda pressante da parte dei consumatori, per dotare la macchina di sistemi, programmi e sensori in grado di limitare gli sprechi idrici. Il concetto è ancora più chiaro se si va a paragonare il consumo idrico medio di una lavastoviglie di qualche anno fa, che si attestava sui 15 litri d’acqua a ciclo di lavaggio con quello dei modelli più recenti, visualizzabili su www.sceltalavastoviglie.it  che sprecano (si fa per dire) solo 7 litri, meno della metà.

Seccare i cibi in casa si può con l’essiccatore per alimenti, ecco come

L’essiccazione dei cibi è un’antica usanza domestica tramandata da generazioni, c’è ancora chi si ricorda la propria nonna che metteva in forno o in un telo sotto il sole le prugne colte dall’albero ad essiccare, tanto per fare un esempio, ma anche essiccare carne o pesce è sempre stata una pratica che si perde nella notte dei tempi. Oggi c’è un altro modo per farlo con l’essiccatore per alimenti disponibile in molte varianti in commercio economiche e funzionali, come è possibile vedere su www.essiccatoriperalimenti.it. Anche senza rendercene conto non passa giorno che non mangiamo cibi essiccati, basti pensare ai legumi, al mais, alla soia o alla frutta.

Quante volte vi sarà capitato di fermarvi al banco della frutta secca al mercato o alle fiere di paese dove trovare oltre ai dolciumi e ai lecca lecca anche vassoi di invitanti fette di ananas, albicocche o prugne secche? Ebbene, oggi anziché comprarle si possono fare in casa, grazie all’essiccatore che troviamo in commercio. Perché farlo? E’ presto detto, ne guadagna il gusto e la salute, infatti i prodotti essiccati anziché perdere i propri principi attivi e nutritivi acquistano in aroma, come accade per i funghi ad esempio, che possono essere mangiati tutto l’anno, basta farli rinvenire sotto l’acqua fredda e sono pronti per una bella zuppa o grigliata. Gli alimenti essiccati sono sinonimo di salute e alimentazione salutare, proprio quello che ci vuole con le schifezze che girano sulle tavole e i ritmi della vita moderna.

In più, gli essiccatori sono semplici da usare, tutti possono farlo, c’è solo da avere un po’ di pazienza perché sono strumenti che richiedono ore per portare a termine il processo di essiccazione. Come funziona un essiccatore? E’ un elettrodomestico dotato di un corpo macchina che, solitamente, è costituito dal contenitore dove inserire gli alimenti prescelti, si può essiccare di tutto, frutta e verdura ma anche cibi di origine animale, a una temperatura mai superiore a 40 gradi, altrimenti invece si essiccarli si cuocerebbero. Il compito dell’essiccatore è quello di disidratare gli alimenti oggetto del trattamento, facendo evaporare la percentuale di acqua che li compone e portandoli allo stato solido, si può usare anche per dare più consistenza a hamburger o polpette, ma anche a biscotti e altri dolci secchi.

Prestazioni e wattaggio dei fornetti elettrici

Prestazioni e wattaggio sono strettamente correlati negli elettrodomestici, salgono di pari passo o viceversa, ma si condizionano sempre a vicenda. Per prestazioni s’intende la potenza esercitata dal fornetto nella cottura dei cibi ed è la risultante del wattaggio proprio di quel modello e della soglia massima di temperatura che può raggiungere, segnalata dal termostato. Riguardo i watt di un fornetto sono quantificati in un valore compreso fra 600 e 2300w. Le cotture più ambiziose richiedono un buon wattaggio, è innegabile, infatti se ci si limita all’impiego di fornetti a basso wattaggio il rischio è che non portino a termine dovutamente certi tipi di cotture più elaborate come, ad esempio, tagli di carne piuttosto consistenti che richiedono una spinta in più in termini di potenza per raggiungere il giusto grado di cottura.

Volendo, si possono ‘forzare’ anche i fornetti più economici a fare di più del dovuto, ma in quel caso si impiegherebbero tempi biblici a differenza dei modelli più potenti che ci mettono molto meno. E’ importante calcolare la potenza del fornetto da acquistare per poterlo poi usare correttamente e senza forzature o perdite di tempo. Quanto ai consumi bisogna considerare che il massimo consumo energetico si ha in fase di avvio e di riscaldamento dell’elettrodomestico, poi quando la temperatura si stabilizza i consumi di riducono notevolmente. Per fare un paragone si può dire che, nel complesso, un fornetto elettrico consuma molto di meno di un comune forno a incasso. Soffermiamoci, ora, sul capitolo ‘temperature’, per monitorare le quali ogni fornetto dispone di un termostato con indicate le varie gradazioni impostabili, con un range fra i 100 e i 230 gradi.

Questa almeno è la media, anche se esistono modelli extra che si attestano su minimi di 80 gradi o massimi fino a 250 gradi, tetto massimo per i fornetti ad uso domestico, per quelli professionali invece si può superare anche quella soglia. Fra i tanti fornetti elettrici in commercio, consultabili su www.fornettomigliore.it, ne esistono alcuni che possono avere un doppio utilizzo, nel senso che associano alle funzioni di normali fornetti anche quella di ‘macchina del pane’ capace di fare il pane dall’impasto alla cottura, compresa la lievitazione. Questi modelli sfornano focacce, pagnottelle e baguettes fumanti pronti per essere consumati sul momento.

Tappeto elastico, il troppo ‘buca’

Abbiamo capito che saltare sul tappeto elastico è un’attività ludica e sportiva che fa bene allo spirito e al corpo, perché rilassa e diverte, ma al tempo stesso sviluppa i muscoli e fa dimagrire. Ma attenti a non esagerare. Ogni tappeto elastico ha una sua conformazione, una sua tollerabilità e molto dipende dai materiali più o meno resistenti di cui è fatto, ma in generale è buona regola limitarsi e non saltarci sopra in dieci con la foga di un animale. L’attrezzo potrebbe ribellarsi ‘sputandovi’ fuori dall’ovale o, peggio, rompersi come si vede nei video su Paperissima. Come in tutte le cose, vale la regola del buon senso e, soprattutto, la creanza di andarsi a leggere la scheda delle specifiche tecniche e il manuale di istruzioni, dove sono elencate le caratteristiche del prodotto, la sua composizione e quanti chili può sopportare. Un tappeto elastico è pensato per un saltatore, se si tratta di bambini ci sta che possano essere due o tre insieme a saltare per gioco, ma più adulti nerboruti che zompano come scimmie francamente oltre a non essere un bello spettacolo può fare la ‘festa’ al tappeto. I produttori raccomandano di rispettare i limiti di peso tollerabile dall’attrezzo per non rischiare di rovinarlo prima del tempo, la sua stessa struttura composta da telo e molle è esposta a guasti in caso di cattivo utilizzo, specie se non occasionale ma procrastinato nel tempo. Così non è per niente improbabile che sul più bello il telo ceda o si buchi con conseguenze facilmente immaginabili. Ecco perché è necessario valutare prima dell’acquisto lo spessore del tappeto e dei giunti, la natura delle molle e lo spessore del telo. In commercio ci sono tappeti più o meno resistenti, destinati a bambini o adulti, con differenze nei materiali di costruzione e nell’assemblaggio delle varie componenti. In genere, per ogni tappeto elastico, è riportata la portata massimo di peso, se non si rispettano le indicazioni, l’attrezzo, qualora sottoposto a uno stress eccessivo, potrebbe reagire male rompendosi o mettendo a rischio l’incolumità del saltatore. Di qui l’importanza di rispettare i limiti di peso, di usare il tappeto correttamente e di testare la sicurezza del prodotto, che in ogni caso dev’essere di qualità certificata, se vogliamo garantirgli lunga vita, per scoprire i migliori tappeti elastici si rimanda al sito www.sceltatappetoelastico.it. L’ultimo consiglio è di togliersi le scarpe per saltare sul tappeto, che può essere forte quanto si vuole, ma di sicuro non indistruttibile.

Microscopio, guida all’osservazione

Non c’è niente di più stimolante del piacere della scoperta e il microscopio è uno degli strumenti più votati alla conoscenza dell’insondabile. Attraverso l’osservazione di ciò che non è visibile ad occhio nudo, la microscopia inizia l’adepto alla scoperta di microorganismi e creature invisibili aprendogli mondi inesplorati e inimmaginabili, come in una fantasmagorica avventura che apre la mente e gli orizzonti di conoscenza. Con il microscopio si fanno cose semplici e grandi allo stesso tempo, non si può neanche immaginare cosa può riservare l’osservazione al microscopio anche di una cosa apparentemente banale come una goccia d’acqua rubata a uno stagno. Per questo esperimento servono tutti gli accessori in dotazione a un comune microscopio, come i vetrini portaoggetti e una pipetta di Pasteur, il resto ve lo lasciamo immaginare.

Entriamo, invece, nel dettaglio del funzionamento di un microscopio, comunemente costituito da una combinazione di due lenti, l’obiettivo e l’oculare montate alle estremità del tubo dello strumento. Nell’apparecchio una vita avvicina e distanzia l’oculare in modo da mettere a fuoco l’immagine ingrandita. Nei microscopi professionali le viti sono di due tipi, macrometrica e micrometrica, anche gli obiettivi possono essere più di uno per variare l’ingrandimento. Per iniziare l’osservazione di un oggetto lo si pone sul vetrino facendolo coincidere con il punto centrale trafitto da un fascio di luce, che può essere naturale o proveniente da una lampada artificiale. Si abbassa l’obiettivo fin quasi a sfiorare l’oggetto e osservando dentro l’oculare si fa ruotare la vita macrometrica fino a mettere a fuoco l’oggetto, successivamente si aziona la micrometrica per vederlo con più nitidezza.

Il microscopio è uno strumento a cui siamo un po’ tutti affezionati perché ci riporta ai banchi di scuola delle elementari quando per la prima volta i maestri ci facevano provare l’ebbrezza di quella magica lente in grado di svelarci mondi sconosciuti. Sia che si voglia usare un microscopio per fini hobbistici e puramente amatoriali, che per scopi lavorativi e di ricerca, sul mercato potremo trovare un’infinità di prodotti, dal microscopio base, economico e semplice da usare, allo strumento professionale. Per una panoramica di apparecchi di ultima generazione si può visitare il sito www.microscopiomigliore.it.

Set valigie, tre è meglio di una

Quando si parte per un viaggio, lungo o corto che sia, si ha sempre il terrore di dimenticare qualcosa da mettere in valigia. Questo rischio non si corre con un set di valigie che possono contenere di tutto e di più e non ci mettono nella condizione di dover rinunciare a qualcosa che vorremmo portarci dietro solo perché non entra in un solo bagaglio a mano. Ecco, allora, venirci incontro il set di valigie, un coordinato di 3, a volte 4 bagagli simili nella forma e nel colore, ma diversi nelle misure. C’è la valigia grande dove poter sistemare i panni più ingombranti e il cambio a cui teniamo di più, magari il vestito da sera, le scarpe di vernice col tacco per una serata da sogno; nella mezzana troverà posto la biancheria intima e i vestiti da ‘battaglia’ da indossare per lavoro o quotidianamente per tutta la durata della trasferta.

Infine nella piccola potremo riporre dei libri o gli effetti personali, qualche set comprende anche un beauty case per signore o ragazze che non vogliono rinunciare a farsi belle anche (e soprattutto) in viaggio. Ecco, allora, che il set di valigie è la risposta ai nostri bisogni, tanto più che ci viene a costare più o meno come un solo bagaglio. E allora che aspettate a guardarvi intorno? Anche senza spostarvi dalla scrivania potrete sbizzarrirvi a cercare il set più stiloso, quello trendy, blu elettrico o nei colori ‘eco’ che vanno per la maggiore.

E i prezzi? Vi stupiranno, a partire da meno di 100 euro per sfiorare i 500 per i set più sofisticati, come potete verificare visitando il sito www.setvaligie.it. Il set permette di portarsi dietro una bella fetta di guardaroba e di non rinunciare agli optional, per sentirci un po’ a casa anche quando siamo fuori. Questo il set di valigie lo permette, con un ampio assortimento di modelli rigidi o meno rigidi, sobri o sgargianti nelle tinte più trendy per non rinunciare allo stile e alla piacevole sensazione di portarsi dietro il proprio mondo, chiuso in valigia. In più i set di valigie sono un complemento di eleganza e comodi da portare perché dotati di pratiche rotelle scorrevoli, robusti e leggeri al tempo stesso per viaggi da ricordare.

Idropulsori, la nuova frontiera dell’igiene orale

In principio c’era il filo interdentale (e c’è ancora), ora c’è l’idropulsore. Chi è costui? Nella parola composta c’è già un indizio, ‘idro’ sta per acqua e ‘pulsore’ per una tecnica di pressione. In pratica, è un dispositivo sfrutta la potenza derivata dalla pressione dell’acqua per ripulire i denti dai residui di cibo e ottimizzare, nel complesso, l’igiene dentale. La loro composizione è molto semplice, sono apparecchi formati da un contenitore d’acqua, pompa a pressione e uno o più ugelli per spruzzare getti d’acqua. Possono essere di varie dimensioni, da viaggio o da bagno, in quest’ultimo caso possono richiedere più spazio di un semplice collutorio. Ma andiamo per gradi, per conoscere meglio questo apparecchio si rimanda al sito www.sceltaidropulsore.it

La scelta di un idropulsore può rivelarsi meno facile di quanto possa sembrare, primo perché non abbiamo ancora le idee chiare su questo strumento che rappresenta una delle ultime frontiere tecnologiche dell’igiene orale, secondo per l’infinità di modelli presenti sul mercato che, anziché facilitarci, possono farci perdere la bussola. Intanto chiediamoci perché ci serve l’idropulsore e di che tipo di prodotto abbiamo bisogno. La risposta alla prima domanda è senza indugi, si consiglia l’uso di questo strumento perché, a differenza del classico filo interdentale, garantisce una pulizia più approfondita del cavo orale, dei denti e delle gengive, particolarmente sensibili e vulnerabili, soggette ad infiammarsi con conseguenze che potrebbero portare, nei casi più gravi, alla piorrea e alla perdita del dente sano.

Più nello specifico, l’idropulsore è consigliato a chi monta impianti dentali o apparecchi ortodontici, piuttosto che a pazienti che, come dicevamo poc’anzi, soffrono di gengiviti o altre patologie orali. Gli idropulsori dentali si trovano in commercio, meglio se in farmacia o parafaramacia, in una fascia di prezzo che va da 50 a 150 euro, vi sono modelli di vario tipo, con o senza spazzolino e, per i più dinamici sempre in movimento, ci sono anche gli idropulsori portatili della Panasonic Per i più sedentari, invece, vanno più che bene i modelli tradizionali da bagno, ottimi quelli della linea Pro-HC Premium o dotati di spazzolino elettrico, come gli idropulsori Oxyjet + 3000.

Lavasciuga, consigli per un’asciugatura da 10 e lode

Chi abita in pochi metri quadri sa quanto può essere utile una lavasciuga, anche se ormai l’uso di questo pratico elettrodomestico si è esteso fino a diventare uno dei prodotti di largo uso, a  prescindere dalla tipologia delle case in cui si vive. Specialmente d’inverno, quando non si sa dove stendere il bucato perché piove o non si hanno spazi adeguati, la lavasciuga è per molti una soluzione a dir poco provvidenziale. Non tutti, però, sono esperti nel suo utilizzo. Cosa si chiede, di solito, a una lavasciuga? Di restituirci il bucato asciutto e senza pieghe. Per ottenere questo risultato si raccomanda di non eccedere nell’asciugare troppo gli indumenti e, appena finito il ciclo di asciugatura, estrarre subito la biancheria senza attorcigliarla, ma sbattendola come quando si piegano i panni asciutti.

Altro accorgimento è dividere gli indumenti separandoli per fibre e tessuti e usare l’ammorbidente che ci restituirà panni più morbidi e profumati. E veniamo a una nota dolente. Come non rovinare un capo di lana trattato con la lavasciuga? Bella domanda! Se state accorti non c’è di che preoccuparsi, i vostri capi in lana usciranno dall’oblò della lavasciuga più belli e morbidi di prima, senza infeltrire o restringersi. Essendo più pesanti degli altri indumenti, i capi in lana si attaccano ai lati dell’oblò a cui restano aderenti soprattutto durante la centrifuga, per non danneggiarli è importante impostare il giusto grado di temperatura, possibilmente bassa.

La temperatura è basilare nel buon funzionamento di una lavasciuga, prima di introdurre gli indumenti leggere le etichette dove potrete trovare la composizione del tessuto e le indicazioni di trattamento, se vanno stirati o meno, ad esempio. Poi suddividete in panni separando i sintetici dalle spugna, le lenzuola dalla lana, i bianchi dai colorati. Le fibre più sensibili vanno asciugate fra i 30 e i 40 gradi, i misti fra i 50 e i 60 gradi. Se non volete rischiare potete scegliere un modello con sistema autopulente che si regola autonomamente nel lavaggio di vari tipi di tessuto. Saper usare bene una lavasciuga può dare molte soddisfazioni e risolvere il problema, comune a molti, di non disporre di ambienti e spazi necessari per stendere il bucato. Per scegliere il miglior modello di lavasciuga si può visitare il sito www.lavasciugamigliore.it.

Seggiolino

Seggiolini per auto: facciamo chiarezza sulla legge

I seggiolini per auto sono indispensabili da avere, non solo per una questione di comodità ma soprattutto per una questione di legge. Fin dal primo momento che torniamo a casa dall’ospedale dobbiamo pensare a come trasportare il bambino, e saranno di sicuro quindi i primi acquisti che andremo a fare. Per scegliere correttamente il modello omologato è giusto in primis sapere con precisione cosa prevede il decreto di legge in merito.

Infatti dal 2018 le regole sono leggermente cambiate: i seggiolini auto per neonati e bambini devono essere omologati secondo la normativa attualmente in vigore ECE n. R44, che a suddividere i seggiolini in base al peso. Ma esiste anche una nuova normativa di omologazione ECE R129 (chiamata anche «i-Size») che li suddivide invece in base alle fasce di altezza del bambino.

Molto importante da sapere in fase d’acquisto è che tutt’oggi è consentito l’uso di seggiolini ECE R44.03, che sono quelli disegnati e omologati in base al peso, ma sostanzialmente troverete sempre più modelli di tipo ECE R129 i-Size. Quindi quest’ultima omologazione non sostituisce la vecchia ma di sicuro è studiata per considerare con maggior attenzione un fattore molto più importante del peso del bambino: ossia l’altezza.

Possiamo perciò scegliere entrambi i tipi di seggiolino tranquillamente, ma se siete indecisi è consigliabile indirizzarsi sui nuovi modelli.

I seggiolini i-Size vanno a considerare una serie di caratteristiche maggiori rispetto ai vecchi modelli, non solo per quanto riguarda l’altezza del bambino, ma anche per il tipo di cinture. Infatti presentano sostanzialmente un sistema ISOFIX, molto più sicuro, che crea un legame stabile e immobile fra seggiolino e sedile dell’auto riducendo i rischi di installazioni sbagliate.

La normativa di legge secondo l’articolo 172 del Codice della Strada ci consente di avere una linea guida chiara che non prevede alcun tipo di deroghe se non in casi limite. Prevede infatti che i bambini fino ai 150 centimetri di statura debbano essere obbligatoriamente adagiati su un seggiolino o su un dispositivo di adattamento idoneo, con le cinture di sicurezza allacciate. Dopo il superamento dei 150 centimetri di altezza è possibile far sedere il bambino nei normali sedili con l’uso delle cintura di sicurezza standard. Per conoscere altre specifiche sulla legge in atto a riguardo visitate il sito miglioreseggiolinoauto.it .

A cosa serve un macinacaffè?

Il Belpaese è famoso in tutto il mondo per il buon cibo, ma anche e soprattutto per il culto del caffè che interessa il 99 % della popolazione. Nessun italiano doc infatti può rinunciare al gusto di un buon espresso – bevanda tipicamente nostrana – sia a casa che fuori. Proprio per venire incontro a questa esigenza sono stati creati moltissimi prodotti legati al mondo del caffè e della sua preparazione. Tra questi uno che proprio non deve mai mancare in casa è un macinacaffè. Questo apparecchio ci è utile per preparare in casa la miscela che desideriamo, e abbandonare del tutto quei prodotto industriali che sanno di ben poco. Per tale ragione i più appassionati e i veri intenditori prediligono prepararsi da soli la propria miscela di caffè, con l’aiuto appunto di prodotti simili.

Un buon macinacaffè può permetterci di gustare il vero sapore di un buon espresso, molto simile – se non migliore – a quello che finora potevamo bere solo in ottimi bar. Con questo apparecchio possiamo scegliere il grado di macinatura del caffè, e renderlo più o meno intenso a seconda dei nostri gusti personali. Inoltre avremo modo di creare miscele e “contaminazioni” sempre nuove, sperimentare e dar vita a bevande gustose e diverse, che possano arricchire il già pieno gusto dell’espresso. E poi vogliamo mettere l’incredibile odore che vien fuori dai chicchi di caffè appena macinati?

Il caffè macinato ovviamente deve essere messo poi nella moka, o in una caffettiera elettrica. Anche chi di solito però utilizza una macchina a cialde o a capsule però può acquistarne uno, e creare la propria miscela. Molti rivenditori di caffè infatti, per rispondere alla grande domanda, hanno deciso di vendere anche delle capsule o delle cialde vuote, che ognuno può riempire con il caffè appena macinato per esempio!

Esistono diversi tipi di macinacaffè, e ognuno presenta delle caratteristiche tali da essere indicato per un certo tipo di macinatura oppure ancora per ottenere un determinato risultato. Scegliere un modello quindi inizialmente ci sembra impossibile, ma in realtà ci basterà informarci prima di procedere all’acquisto, per esempio su dei siti internet dedicati interamente all’argomento come questo.  

Le dimensioni e la struttura della piastra per capelli

Dimensioni e struttura di una piastra sono  rilevanti quando si sceglie un modello: a seconda del tipo di capello, e dell’acconciatura che si vuole creare, occorrerà assicurarsi un apparecchio di misura idoneo alla chioma che si ha e che risponda alla piega desiderata. Sul sito www.guidapiastrapercapelli.it tante utili ed interessanti guide ed informazioni relative al campo delle piastre per capelli.

Le caratteristiche delle piastre per capelli.

Gran parte delle piastre che esistono sul mercato hanno misure standard, in genere di 10cm di lunghezza, adatte per capelli che hanno una lunghezza media e medio-lunga, misure, tali, che permettono di poter afferrare facilmente un maggior quantitativo di capelli e di evitare di dover impiegare molto tempo nello svolgere l’operazione.

Ci sono pure piastre di dimensioni differenti, specifiche per  precise esigenze, quelle di elevate dimensioni, sviluppate non soltanto in lunghezza, ma pure in larghezza, rappresentano l’apparecchio ideale per capelli spessi, lunghi e voluminosi particolarmente crespi. Consentono difatti, di prendere con un unico gesto più quantità di capelli, con un grande risparmio di tempo, garantendo un’elevata aderenza dei capelli alla piastra, in modo da renderli maggiormente agevoli da stirare. Viceversa, piastre piccole e compatte, sono ideali per un taglio corto, e molto comode da portare con sé, in borsa, per  eventuali ritocchi e per rifiniture.

Naturalmente, ponendo da parte il discorso riguardante la lunghezza e il tipo di capelli che va a giustificare l’acquisto di un modello di piastra rispetto un altro, occorre pure evidenziare che nello scegliere tale apparecchio hanno uno ruolo importante pure i gusti e le abitudini personali.

A seconda della forma della piastra, sarà possibile avere differenti tipologie di acconciature:

-capelli lisci, la piastra avrà una forma squadrata, è rivolta  in modo esclusivo alla stiratura dei capelli.
-Capelli sia lisci che mossi, ci sarà una forma arrotondata delle estremità dell’apparecchio e si potrà avvolgere una ciocca attorno alla parte riscaldata, consentendo di poter adoperare l’apparecchio non soltanto per poter rendere liscia la chioma, ma pure per darle movimento.
Frisé, in tal caso la piastra per capelli avrà una particolare forma e ben individuabile, che si caratterizza da ondulature rievocanti una linea a zig zag.
Sono anche disponibili piastre multistyler, che sono fornite di placche smontabili e che si possono sostituire con ulteriori pezzi, in modo da poter avere un prodotto unico per poter realizzare varie acconciature, in modo da poter dare libera espressione alla personale fantasia nel realizzare ai propri capelli ciò che si desidera.

Come usare bene i robot aspirapolvere

Il robot aspirapolvere autopulente è un prodotto elettronico che usa una tecnologia molto avanzata nel susseguirsi delle operazioni verso cui è preposto. Per poterlo fare bene, bisogna che vada ad operare nelle condizioni migliori.

Sul sito www.guidarobotaspirapolvere.it tante utili guide a riguardo.

Alcuni accorgimenti per sfruttare bene il robot aspirapolvere.

Per agevolare il lavoro del robot aspirapolvere è bene che si rispettino alcuni accorgimenti, così da poterlo sfruttare a pieno delle relative prerogative incrementandone di conseguenza il rendimento e poter così riuscire a farlo durare più a lungo possibile.

Innanzitutto occorrerà liberare la casa da eventuali ostacoli, gran parte dei robot aspirapolvere sono capaci di riconoscere ed evitare ostacoli che si dovessero trovare eventualmente sul loro cammino. A volte potrebbe, però mancare lo spazio per eseguire determinate manovre, quindi può accadere che il robot vada a girare attorno alle gambe dei tavoli, e non a quelle delle sedie, perchè intralciato in tale operazione. Meglio allora, mettere le sedie ribaltate al di sopra del tavolo, perché proprio la privazione degli ostacoli sul cammino consente all’elettrodomestico di pulire bene. Un’operazione che verrebbe predisposta per ogni ambiente laddove l’automa è chiamato ad operare, andando ad assicurare così una pulizia maggiormente rapida ed accurata.
E’ bene provvedere alla pulizia di una  singola stanza, chiudendolo dentro la stanza che si vuole pulire, così che possa pulire l’intera superficie senza scaricarsi e non interrompendo il suo lavoro per andarsi a ricaricare.

In tal modo, peraltro, si eviterà pure che il contenitore dello sporco si riempia di continuo.

Occorre evitare inoltre, di raccogliere i residui di sporco che sono maggiormente voluminosi. In questo modo si va ad impedire che il robot si intasi, surriscaldarsi, per poi bloccarsi o rompersi.

Importante è anche una manutenzione periodica, che dovrà essere aggiuntiva allo svuotamento regolare del contenitore dello sporco. Occorrerà quindi, pulire spesso le spazzole del dispositivo in seguito al loro smontaggio, evitando così che possano bloccarsi, in modo che possano durare a lungo nel tempo. E’ bene ricordare che certi modelli permettono di smontare i pezzi in modo autonomo, invece altri consentono soltanto di smontare il tutto in blocco.
Infine, è bene lasciare la base attaccata sempre. Qualunque tipologia di elettrodomestico che abbia una batteria ricaricabile, dovrà essere lasciato a scaricarsi totalmente, senza provvedere prima a ricaricarlo. Così si andrà ad impedire un eventuale deterioramento anticipato della sua batteria. Tale accorgimento sarà valido pure per il robot per polvere.

Come usare il forno microonde

Potrebbe sembrare scontato oppure banale ma il primario consiglio per poter cucinare bene con l’uso del forno microonde è quello di avere tutte le possibili informazioni sul modello di forno a microonde che si  intende usare. Sul sito qui  www.guidafornoamicroonde.it tante utili guide a riguardo.

Consigli per cucinare con il forno microonde.

Maggiori sono le funzioni di cui l’apparecchio è dotato, più ci saranno possibilità di andare a cimentarsi nell’esecuzione di ricette maggiormente impegnative.

Sarà fondamentale poter suddividere gli alimenti a seconda del tempo occorrente per la loro cottura. Dei cibi richiedono maggior tempo rispetto altri per essere cotti. In special modo, quelli più grandi necessitano di più tempo rispetto quelli meno grandi. Dunque,  se si vorrebbe evitare che gli alimenti grandi risultino poco cotti invece, quelli più piccoli eccessivamente cotti, si dovranno dividerli e cuocerli in modo separato.

Tra le regole generali nell’utilizzo del microonde,  primeggia la copertura del contenitore laddove saranno disposti gli alimenti per venir cucinati con un coperchio oppure con la pellicola protettiva.
Si potrà evitare soltanto se una ricetta non ne ha in previsione in modo espresso l’uso.
Il motivo primario per il quale si dovranno cuocere gli alimenti coperti è quello di poter così evitare la fuoriuscita del vapore che fa sì che si asciughi eccessivamente il cibo rendendolo secco.

Un altro motivo è di evitare che il grasso e l’unto contenuto nel vapore oltre alle salse e i sughi che accompagnano il cibo, si possano propagandosi nel vano cottura, andando a depositarsi sulle pareti del forno.

Tra le funzioni più note dell’uso del microonde c’è sicuramente lo scongelamento dei cibi, in tanti credono che la migliore procedura sia rappresentata dall’introduzione nel forno degli alimenti surgelati e, in un ciclo unico, provvedere a scongelarli e quindi a cuocerli.
Ciò è un grande errore perchè la corretta procedura ha invece la previsione che gli alimenti si scongelino in una primaria fase, andando ad impostare la specifica funzione ad una potenza bassa.
Soltanto in seguito allo scongelamento del cibo si potrà provvedere al suo riscaldamento oppure cottura, in base ai casi, per poi venir consumati a tavola.

Inoltre, molti forni microonde sono dotati anche di grill, una funzione utilizzata per poter gratinare la superficie di un piatto quale le lasagne oppure gli spiedini di pesce.
E’ però possibile cucinare gli alimenti a crudo usando la funzione combinata fra microonde e grill o fra microonde e grill, avendo con questa ultima ottimi arrosti di certo non meno gustosi di quelli cucinati con un forno elettrico oppure a gas.

Come poter preparare il bollito con la pentola a pressione

Poter preparare il bollito con l’uso della pentola a pressione potrebbe rappresentare un sollievo per chi ama ama tale alimento ma magari non ha molto tempo per poterlo preparare. Ecco qui sul sito www.pentola-pressione.it tante fantasiose ricette.

Il brodo fatto con il bollito di carne mista è certamente una ricetta alquanto deliziosa per chi piace, ed è pure tanto semplice da preparare.

Tagliate le verdure e selezionata bene la carne, si potrà affermare che tale ricetta si prepara in modo molto semplice. Difatti, per la preparazione di un buon brodo, e di un buon bollito di carne, sarà necessario che gli ingredienti abbiano il tempo occorrente per la cottura e per  il rilascio di tutti i sapori. Generalmente per un buon bollito, si necessita di almeno un paio di ore. Con l’uso della pentola a pressione, il tempo di bollitura sarà certamente minore, difatti, basteranno soltanto 40 minuti circa.

Ecco come preparare il bollito con la pentola a pressione

Gli ingredienti per poter preparare un gustoso bollito grazie al prezioso utilizzo della pentola a pressione:

-1 litro e un quarto di acqua fredda;

-300 gr di biancostato;

-700 gr di muscolo di vitello oppure di cappello di prete di manzo;
-2 carote medie;

-1 cipolla grande;

-1 costa di sedano;

spezie a piacere;

sale a piacere.

Il procedimento è molto semplice basterà seguire passo dopo passo semplici istruzioni, come pulire e lavare accuratamente le carote e tagliarle in pezzi grandi. Si porta poi ad ebollizione l’acqua nella pentola a pressione, priva di coperchio, infine si aggiunge la carne e tutte le verdure. In tal caso la ricetta ha in previsione un lesso, invece per il bollito, si potrà preparare un soffritto e soltanto successivamente si aggiungerà l’acqua.
Si chiuderà poi la pentola a pressione e si alza al massimo la fiamma.
Sentito il fischio, si potrà abbassare la fiamma e si procederà con la cottura per circa 45 minuti.
Terminato il tempo di cottura, si potrà aprire la valvola e così da far uscire tutto il vapore
e servire a piacere.

Dopo la cottura, la carne viene tagliata a fettine o disossata e servita su un piatto da portata. Per accompagnarla è possibile usare delle buone verdure sottaceto o una semplice insalata, come la lattuga.

Ottimo il bollito è pure con le salse, tipo la maionese o con la salsa al prezzemolo, basterà in quest ultimo caso lavare e tagliare le foglie di prezzemolo ed aggiungere un filo d’olio, insieme a sale e pepe a piacere ed po’ di succo di limone e con un frullatore ad immersione si potrà frullare il tutto.

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